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Saluti elfici: Mae Govannen e 15 frasi essenziali

7 min di lettura1396 WörterVon Aldric Fenwick, Redaktionsleitung

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Risposta rapida: Il saluto standard in Sindarin è 'Mae govannen', "Ben trovato", formato da 'mae' (bene/buono) più 'govannen', il participio passato di 'govaned' (incontrare). È l'equivalente elfico quotidiano di "ciao".

Riferimento rapido: dire ciao in elfico:

  • Sindarin: Mae govannen: "Ben trovato / Ciao"
  • Quenya: Aiya: "Salve / Ciao"

I 15 saluti elfici più essenziali

1. Mae govannen: "Ben trovato" (Sindarin)

Pronuncia: may go-VAN-nen

Il saluto elfico più comune. Letteralmente "ben incontrato": mae (bene/buono) + govannen (incontrato, participio passato di govaned).

Si usa esattamente come "ciao". Nei libri è Glorfindel a pronunciarlo, salutando Aragorn sulla strada per Gran Burrone (La Compagnia dell'Anello I.12). Nei film di Peter Jackson la battuta è ridistribuita: sia Elrond sia Haldir la rivolgono a Legolas, ed è per questo che spesso la si ricorda erroneamente come sua.

"Mae govannen, hîr nín": "Ben trovato, mio signore"


2. Aiya: "Salve / Ciao" (Quenya)

Pronuncia: EYE-ya

Un'esclamazione Quenya usata come saluto. Frodo dice Aiya Eärendil Elenion Ancalima ("Salve Eärendil, la più luminosa delle stelle") quando usa la Fiala di Galadriel contro Shelob.

Si usa come esclamazione generica di saluto o di meraviglia.


3. Namárië: "Addio" (Quenya)

Pronuncia: na-MAR-ee-ay

La parola elfica più famosa. Tolkien stesso la glossò in The Road Goes Ever On: è una contrazione di ná márië, "sta' bene", e non, come si ripete spesso, di nai + márë. L'intero lamento di Galadriel alla Compagnia si intitola Namárië ed è il brano in Quenya più lungo di tutte le opere pubblicate di Tolkien.

"Namárië! Nai hiruvalyë Valimar!" "Addio! Possa tu trovare Valimar!"

Nota l'ultima parola: Valimar, la città dei Valar, non Valinor, la terra. Il verso è l'augurio che chi ascolta Galadriel raggiunga la città in cui lei stessa non può tornare.


4. Navaer: "Addio" (Sindarin)

Pronuncia: NAH-ver

Di solito presentato come l'equivalente sindarin di Namárië. Per correttezza verso il lettore: è una forma Neo-elfica costruita da studenti moderni, non scritta da Tolkien, che non ha lasciato alcuna parola sindarin attestata per "addio".

"Navaer, mellon nín": "Addio, amico mio"


5. Le hannon: "Grazie" (Sindarin)

Pronuncia: leh HAN-non

Letteralmente "ti ringrazio". Le = te/voi, hannon = ringrazio. Non è di Tolkien: le hannon fu scritto da David Salo per i film di Peter Jackson, dove Aragorn lo dice a Haldir. È la frase più spesso scambiata per canonica, ed è utile sapere che Tolkien non registrò alcuna parola elfica per "grazie".


6. Hantanyel: "Grazie" (Quenya)

Pronuncia: han-TAN-yel

Di solito proposta come equivalente quenya di "grazie". La radice verbale hanta- "ringraziare" è attestata, così come il sostantivo hantalë "ringraziamento", ma il saluto flesso completo hantanyel è una costruzione Neo-elfica, non una frase scritta da Tolkien.


7. Á vala Manwë: "Che Manwë ti benedica" (Quenya)

Pronuncia: AH VAL-a MAN-way

Una benedizione che invoca Manwë, Re dei Valar e signore dei venti. Si usa per augurare buona fortuna a qualcuno o per salutarlo con buoni auspici.


8. Galu: "Benedizioni / Buona fortuna" (Sindarin)

Pronuncia: GAL-oo

Galu "benedizione, buona sorte" è una vera parola sindarin, ma il saluto in cui la maggior parte degli studenti la incontra, no galu govad gen, "che la benedizione ti accompagni", è Sindarin cinematografico di Salo, pronunciato nei film di Jackson e non scritto da Tolkien.


9. Elen síla lúmenn' omentielvo: "Una stella brilla sull'ora del nostro incontro" (Quenya)

Pronuncia: EL-en SEE-la LOO-men oh-men-tee-EL-vo

Il saluto elfico più bello. È Frodo a dirlo a Gildor Inglorion nel Bosco Alto (La Compagnia dell'Anello I.3): un saluto tradizionale di grande solennità e calore. Non è di Galadriel, non viene da Namárië e non si pronuncia davanti alle Porte di Moria, anche se viene regolarmente attribuito a tutti e tre. Letteralmente: elen (stella) + síla (brilla) + lúmenn' (sull'ora di) + omentielvo (nostro incontro).


10. Êl síla erin lû e-govaned vîn: l'equivalente sindarin

La versione sindarin del saluto della stella, scritta da David Salo per i film, non da Tolkien, anche se ricalca da vicino il verso quenya. Êl (stella) + síla (brilla) + erin lû (sull'ora) + e-govaned vîn (del nostro incontro).


11. Tolo: "Vieni" (Sindarin)

Pronuncia: TOH-lo

Un imperativo che significa "vieni qui", usato negli inviti e nei gesti di benvenuto.

"Tolo, mellon": "Vieni, amico"


12. Mara mesta: "Buon viaggio / Addio" (Quenya)

Pronuncia: MAR-a MES-ta

Una benedizione di congedo per chi viaggia. Mára (buono) + mesta (partenza). Neo-elfico: costruito da parole attestate, ma non una frase presente in Tolkien.


13. Andave laituvalmet: "Li loderemo a lungo" (Quenya)

Pronuncia: AN-da-veh lie-too-VAL-met

Usato nella festa dopo la caduta di Sauron: "Cuio i Pheriain anann! Aglar'ni Pheriannath! ... Andave laituvalmet!", "Lunga vita ai Mezzuomini! Gloria ai Mezzuomini! ... Li loderemo a lungo!"


14. Pedo: "Parla" (Sindarin)

Pronuncia: PED-o

Un imperativo che significa "parla". Famoso per l'iscrizione sulle Porte di Durin: "Pedo mellon a minno", "Di' amico ed entra".


15. Utúlie'n aurë: "Il giorno è giunto!" (Quenya)

Pronuncia: oo-TOO-lee-en OW-ray

Il grido di Fingon che apre la Nirnaeth Arnoediad (Il Silmarillion cap. 20): non di Frodo e non di Fingolfin. Si usa per annunciare un momento a lungo atteso. Utúlie'n = "è giunto" (il perfetto del verbo tul- "venire") + aurë = "giorno". Il grido di risposta di Húrin alla fine della stessa battaglia è Aurë entuluva!, "Il giorno tornerà!"


Guida alla pronuncia

"Mae govannen" — want to actually speak Elvish?

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I suoni elfici sono per lo più regolari una volta conosciuti gli schemi:

LetteraSuono
aecome "ai"
aicome "ai"
csempre il suono duro K
chcome lo scozzese "loch"
dhcome "th" nell'inglese "the"
ësempre pronunciata, come "e"
thsempre sorda, come nell'inglese "think"
ú, ó, ávocali lunghe, tenute più a lungo

Tabella di riferimento rapido

ItalianoQuenyaSindarin
Ciao / Ben trovatoAiyaMae govannen
AddioNamáriëNavaer (Neo)
Grazie (nessuna parola elfica attestata)Hantanyel (Neo)Le hannon (film)
Buona fortunaÁ vala ManwëGalu
Buon viaggioMára mesta (Neo)—
AmicoMeldoMellon
VieniTolaTolo
ParlaQuetëPedo

Domande frequenti

Cosa significa 'Mae govannen' in elfico? 'Mae govannen' è un saluto in Sindarin che significa 'Ben trovato'. Letteralmente 'ben incontrato': 'mae' significa bene/buono, 'govannen' è il participio passato di 'govaned' (incontrare). È il ciao elfico standard.

Cosa significa 'Namárië'? 'Namárië' è una parola Quenya che significa 'Addio' o 'Sta' bene'. È famosa soprattutto come titolo del lamento di Galadriel quando la Compagnia lascia Lothlórien: il brano in Quenya più lungo del Signore degli Anelli.

Come si dice ciao in elfico? In Sindarin: 'Mae govannen' (Ben trovato). In Quenya: 'Aiya' (Salve/Ciao). Mae govannen è il saluto più comune nell'elfico di Tolkien e significa letteralmente 'ben incontrato'.

Cosa significa 'Aiya' in Quenya? 'Aiya' è un'esclamazione Quenya che significa 'Salve!', 'Ciao!' o 'Ecco!'. Frodo grida "Aiya Eärendil Elenion Ancalima!" ("Salve Eärendil, la più luminosa delle stelle!") mentre stringe la Fiala di Galadriel nella tana di Shelob (Le due torri IV.9), con parole che non sapeva di pronunciare. Il saluto che rivolge agli Alti Elfi nella Contea è un altro: "Elen síla lúmenn' omentielvo".

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Häufig gestellte Fragen

Cosa significa 'Mae govannen' in elfico?

'Mae govannen' è un saluto in Sindarin che significa 'Ben trovato'. Letteralmente 'ben incontrato': 'mae' significa bene/buono, 'govannen' è il participio passato di 'govaned' (incontrare). È il ciao elfico standard.

Cosa significa 'Namárië'?

'Namárië' è una parola Quenya che significa 'Addio' o 'Sta' bene'. È famosa soprattutto come titolo del lamento di Galadriel quando la Compagnia lascia Lothlórien: il brano in Quenya più lungo del Signore degli Anelli.

Come si dice ciao in elfico?

In Sindarin: 'Mae govannen' (Ben trovato). In Quenya: 'Aiya' (Salve/Ciao). Mae govannen è il saluto più comune nell'elfico di Tolkien e significa letteralmente 'ben incontrato'.

Cosa significa 'Aiya' in Quenya?

'Aiya' è un'esclamazione Quenya che significa 'Salve!', 'Ciao!' o 'Ecco!'. Frodo grida 'Aiya Eärendil Elenion Ancalima!' ('Salve Eärendil, la più luminosa delle stelle!') mentre stringe la Fiala di Galadriel nella tana di Shelob (Le due torri IV.9), con parole che non sapeva di pronunciare. Il saluto che rivolge agli Alti Elfi nella Contea è un altro: 'Elen síla lúmenn' omentielvo'.

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